COMUNE DI ROMA: ARMI AI VIGILI URBANI, INDIETRO DI 30 ANNI

RdB-CUB invita alla rinuncia all’uso dell’arma sia per i vigili attualmente in servizio che per quelli futuri

Roma -

Dopo l’approvazione notturna della delibera sull’armamento ai vigili urbani la RdB-CUB esprime una posizione fortemente critica: “La storia di questa città insegna che Roma è una città aperta che necessita di essere vigilata e non armata”, commenta Paola Aimo, rappresentante sindacale della RdB al Comune di Roma. “Proporremo ai lavoratori e alle lavoratrici della Polizia Municipale di rinunciare all’uso dell’arma non per una generica obiezione di coscienza, ma come vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche di questa amministrazione”.

 

“Armare i vigili riporta la nostra città indietro di trent’anni - prosegue la sindacalista  - e significa mettere in piedi l’esercito personale del sindaco ignorando del tutto il ruolo e la funzione di collante sociale svolta fino ad ora dal vigile urbano. Né aiuta l’aumento dei compiti della Polizia Municipale, che il sindaco va invocando in nome del federalismo e del ruolo speciale di Roma capitale”.

 

“A questa militarizzazione contribuisce anche una campagna di enfatizzazione dei recenti episodi di violenza contro le donne, delle quali ci si ricorda solo per fini propagandistici.  Non si riscontra infatti una vera attenzione verso le donne né nelle politiche del governo centrale, vedi l’innalzamento dell’età pensionabile, la disparità di trattamento economico, la carenza di strutture come asili e consultori; né in quelle della Giunta comunale, che ritarda l’assunzione di vincitori di concorso e disdetta precedenti accordi sindacali con il silenzio complice di Cgil, Cisl e Uil”, conclude la rappresentante RdB-CUB.

 

 

 

 

 


29 gennaio 2009 - La Nazione

Crimini violenti, Roma si arma. Ai vigili pistola e manganello
Quattromila calibro 9, ma solo per autodifesa. «Un'attesa durata 30 anni»
di Silvia Mastrantonio

ROMA CON LA PISTOLA, ma solo per difesa personale. Il Campidoglio ha detto sì alle armi ai vigili urbani, con un distinguo: il regolamento ne limita strettamente l'uso e così, all'indomani di una decisione definita «storica», a Roma è tempo solo di polemiche. I sindacati degli uomini con il fischietto sono divisi: una parte chiede ai colleghi di non ritirare le pistole per obiezione di coscienza; l'altra, pur invocando un'azione analoga, chiede più ampi margini di manovra con le armi e, soprattutto, l'equiparazione alle altre forze di polizia. PER IL SINDACO Alemanno è «un importante passo avanti», per il presidente della Regione, Marrazzo, è solo un pericolo in più e, a dimostrazione, cita la terribile vicenda di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso in autogrill dall'agente di polizia Luigi Spaccarotella. Divisioni politiche a parte, il comandante del corpo sottolinea che il provvedimento «era atteso da 30 anni» e «tiene conto della normativa che prevede l'armamento solo in funzione di difesa personale. Armeremo solo chi lo desidera ha concluso il comandante esarà l'agente a scegliere se usare questo strumento». SUI SEMILACINQUECENTO «pizzardoni» romani in servizio, attualmente 400 hanno già la pistola e un migliaio l'ha riconsegnata prima di andare in pensione. In totale il Campidoglio dovrebbe acquistare circa 4.000 armi con l'aggiunta di un 5% da tenere di riserva. I singoli agenti avranno 60 giorni di tempo per decidere se accettare la pistola o fare obiezione . OLTRE alle armi da fuoco, ai vigili saranno consegnati uno spray antiaggressione, un manganello e la sciabola. Non è passata, invece, la proposta della pistola paralizzante ritenuta troppo pericolosa. Chi accetterà di armarsi, dovrà sottoporsi a dei corsi teorici pratici di addestramento e a visite mediche psico-attitudinali. Al comando generale del corpo sarà allestita l'armeria, dove saranno custodite le armi nei periodi di assenza dell'assegnatario. I primi «pezzi» arriveranno in giugno. Il provvedimento è stato votato dalla maggioranza con l'astensione del Pd. Per Mario Baccini, della Federazione dei cristiano popolari, si deve avere «il coraggio per una volta di andare fino in fondo» poiché con l'uso ristretto alla sola difesa personale «i vigili non sono né carne né pesce» mentre «è necessario che la municipale sia inquadrata nei corpi di pubblica sicurezza». Baccini ha anticipato, in questo senso, la presentazione di un emendamento al pdl su Roma Capitale. MA CHI È veramente furibondo è l'Arvu, associazione dei vigili di Roma, che annuncia ricorso al Tar del Lazio. «Con questo regolamento spiega Mauro Cordova un vigile rischia molto di più, se utilizza l'arma in dotazione per intervenire a difesa di un cittadino minacciato da un malvivente armato, di quanto rischia il collega di Napoli o Milano dove la dotazione non è disciplinata da un regolamento ad hoc». LA PENSA COSÌ anche Luigi Marcucci, dell'Ospol: «Paradossalmente un vigile romano sarà meno tutelato dal punto di vista giuridico». Le due organizzazioni hanno annunciato, oltre al ricorso, assemblee nelle quali sarà chiesto a tutti gli agenti di non ritirare le pistole. Lo stesso invito rivolto, per motivi opposti, dalla Rdb del Comune. «Questa città ha bisogno di essere vigilata e non armata», ha detto Paola Aimo. Che suggerisce ai colleghi in divisa di rinunciare alle armi «come vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche dell'amministrazione».


29 gennaio 2009 - Il Giornale

Sì del Campidoglio I vigili urbani avranno le armi

Roma - Dopo oltre trent’anni la polizia municipale della capitale torna ad essere armata. Il Consiglio comunale ha approvato ieri notte all’una, dopo una seduta-fiume di 9 ore, il «Regolamento dell’armamento degli appartenenti al Corpo di polizia municipale, in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza».
La delibera è stata approvata con 29 a favore (Pdl), 4 contrari (Azzuni del gruppo Misto; Cirinnà e De Luca del Pd; Quadrana della Lista civica) e 9 astenuti (Marroni, Mei, Nanni, Onorato, Policastro, Smedile, Stampete, Valeriani del Pd; e il generale Antonino Torre della lista civica per Alemanno).
«I vigili urbani avranno l’arma per difesa personale - spiega l’assessore alle Risorse umane Enrico Cavallari - svolgeranno gli stessi servizi ma con una dotazione in più che consentirà di difendere meglio i cittadini. Attualmente sono 1.500 i vigili che hanno già la pistola». I vigili urbani avranno però la possibilità «di avere le pistole salvo i casi di obiezione di coscienza». Il provvedimento approvato dall’aula prevede anche la dotazione di spray anti-aggressione e «mazzette distanziatrici», ovvero i manganelli. Il regolamento approvato dal Consiglio comunale, mettendo un punto fermo a un dibattito che ha contrapposto per anni centrodestra e centrosinistra, disciplina ed individua i servizi da prestare con le armi. La pistola assegnata in dotazione è consegnata con un caricatore di riserva e le munizioni. Arma che «può essere riconsegnata temporaneamente» all’armeria in caso di ferie o assenze dal servizio. Nel regolamento, composto di 18 articoli, si affronta anche il problema di «possibili danni che possono essere causati a beni e persone dall’uso dalle armi» e «sono stipulate dall’amministrazione polizze per la responsabilità civile e patrimoniale entro sei mesi dall’assegnazione dell’arma».
La prima tappa per arrivare a dare le pistole ai vigili è del giugno scorso, quando la giunta approvò la delibera nella quale si decideva di armare gli agenti della municipale, con pistola calibro nove, spray anti-aggressione e manganelli di plastica. Mentre il 6 agosto dello scorso anno, dopo una lunga trattativa, c’è stata la sottoscrizione di tutte le sigle sindacali ad eccezione degli Rdb. L’Associazione romana vigili urbani (Arvu) ha però già deciso di ricorrere al Tar, pur essendo la promotrice dell’armamento della polizia locale, perché «i vigili urbani potranno difendersi da atti criminosi ma non potranno difendere i cittadini in quanto l’arma viene data per la sola difesa personale».
«Credo che questa delibera sia un importante passo avanti. Le funzioni rimangono le stesse ma ora la nostra polizia sarà più in grado di difendersi e di essere rispettata», commenta il sindaco Gianni Alemanno.


28 gennaio 2009 - Dire

VIGILI. RDB LI INVITA A RINUNCIARE ALL'USO DELL'ARMA

(DIRE) Roma, 28 gen. - "Dopo l'approvazione notturna della delibera sull'armamento ai vigili urbani la Rdb-Cub esprime una posizione fortemente critica: la storia di questa citta' insegna che Roma e' una citta' aperta che necessita di essere vigilata e non armata", dice Paola Aimo, rappresentante sindacale della Rdb al Comune di Roma. "Proporremo ai lavoratori e alle lavoratrici della polizia municipale- continua Aimo- di rinunciare all'uso dell'arma non per una generica obiezione di coscienza, ma come vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche di questa amministrazione. Armare i vigili riporta la nostra citta' indietro di trent'anni e significa mettere in piedi l'esercito personale del sindaco ignorando del tutto il ruolo e la funzione di collante sociale svolta fino ad ora dal vigile urbano". Continua la sindacalista: "Ne' aiuta l'aumento dei compiti della polizia municipale, che il sindaco va invocando in nome del federalismo e del ruolo speciale di Roma capitale. A questa militarizzazione contribuisce anche una campagna di enfatizzazione dei recenti episodi di violenza contro le donne, delle quali ci si ricorda solo per fini propagandistici. Non si riscontra infatti una vera attenzione verso le donne ne' nelle politiche del governo, vedi l'innalzamento dell'eta' pensionabile, la disparita' di trattamento economico, la carenza di strutture come asili e consultori". "Ne'- conclude Aimo- in quelle della giunta comunale, che ritarda l'assunzione di vincitori di concorso e disdetta precedenti accordi sindacali con il silenzio complice di Cgil, Cisl e Uil".


28 gennaio 2009 - Apcom

Campidoglio/ Rdb-Cub: Roma deve essere vigilata, non armata
"Proporremo ai vigili di rinunciare alla pistola"

Roma, 28 gen. (Apcom) - No all'armamento dei vigili urbani di Roma. E' la posizione della sigla sindacale Rdb-Cub che in una nota forti riserve sulla novità introdotta ieri notte da una delibera comunale. "La storia di questa città - spiega Paola Aimo, rappresentante sindacale della RdB - insegna che Roma è una città aperta che necessita di essere vigilata e non armata. Proporremo - annuncia - ai lavoratori e alle lavoratrici della polizia municipale di rinunciare all'uso dell'arma non per una generica obiezione di coscienza, ma come vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche di questa amministrazione". "Armare i vigili - prosegue - riporta la nostra città indietro di trent'anni e significa mettere in piedi l'esercito personale del sindaco ignorando del tutto il ruolo e la funzione di collante sociale svolta fino ad ora dal vigile urbano. Né aiuta l'aumento dei compiti della polizia municipale, che il sindaco va invocando in nome del federalismo e del ruolo speciale di Roma capitale". "A questa militarizzazione - continua - contribuisce anche una campagna di enfatizzazione dei recenti episodi di violenza contro le donne, delle quali - puntualizza - ci si ricorda solo per fini propagandistici. Non si riscontra infatti una vera attenzione verso le donne né nelle politiche del governo centrale, vedi l'innalzamento dell'età pensionabile, la disparità di trattamento economico, la carenza di strutture come asili e consultori; né in quelle della giunta comunale, che ritarda l'assunzione di vincitori di concorso e disdetta precedenti accordi sindacali con il silenzio complice - conclude - di Cgil, Cisl e Uil".


28 gennaio 2009 - Ansa

SICUREZZA: VIGILI AVRANNO PISTOLA,SI' DEL CAMPIDOGLIO
SI ASTIENE LISTA CIVICA ALEMANNO; ASSOCIAZIONE RICORREREMO A TAR

(ANSA) - ROMA, 28 GEN - Dopo oltre trent'anni la polizia municipale della Capitale torna ad essere armata. Il Consiglio comunale di Roma ha approvato all'1:02, dopo una seduta-fiume di 9 ore, il ''Regolamento dell'armamento degli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, in possesso della qualita' di agente di pubblica sicurezza''. La delibera e' stata approvata con 29 a favore (Pdl), 4 contrari (Azzuni del gruppo Misto; Cirinna e De Luca del Pd; Quadrana della Lista civica) e 9 astenuti (Marroni, Mei, Nanni, Onorato, Policastro, Smedile, Stampete, Valeriani del Pd; e il generale Antonino Torre della lista civica per Alemanno). ''I vigili urbani avranno l'arma per difesa personale - ha spiegato l'assessore alle Risorse umane del Comune di Roma Enrico Cavallari - svolgeranno gli stessi servizi ma con una dotazione in piu' che consentira' di difendere meglio i cittadini. Attualmente sono 1500 i vigili che hanno gia' la pistola''. I vigili urbani avranno pero' la possibilita' ''di avere le pistole salvo i casi di obiezione di coscienza''. Il provvedimento approvato dall'Aula prevede anche la dotazione di spray anti-aggressione e 'mazzette distanziatrici'' ovvero i manganelli. Il regolamento approvato dal Consiglio comunale, mettendo un punto fermo a un dibattito che ha contrapposto per anni centrodestra e centrosinistra, disciplina ed individua i servizi da prestare con le armi. La pistola assegnata in dotazione e' consegnata con un caricatore di riserva e le munizioni. Arma che ''puo' essere riconsegnata temporaneamente'' all'armeria in caso di ferie o assenze dal servizio. Nel regolamento, composto di 18 articoli, si affronta anche il problema di ''possibili danni che possono essere causati a beni e persone dall'uso dalle armi'' e ''sono stipulate dall'amministrazione polizze per la responsabilita' civile e patrimoniale entro sei mesi dall'assegnazione dell'arma''. La prima ''tappa'' per dare le pistole ai vigili urbani e' del giugno scorso quando la giunta approvo' la delibera nella quale si decideva di armare i vigili urbani, con pistola calibro nove, spray anti aggressione e manganelli di plastica. Mentre il 6 agosto dello scorso anno, dopo una lunga trattativa, c'e' stata la sottoscrizione di tutte le sigle sindacali ad eccezione degli Rdb. L'Associazione romana vigili urbani (Arvu) ha pero' gia' deciso di ricorrere al Tar, pur essendo la promotrice dell'armamento della polizia locale perche' ''i vigili urbani potranno difendersi da atti criminosi ma non potranno difendere i cittadini in quanto l'arma viene data per la sola difesa personale''.


28 gennaio 2009 - VignaClara blog

Comune di Roma - approvata la delibera, Vigili Urbani con la pistola

Roma - Al termine di una lunga seduta durata oltre nove ore questa notte il Consiglio del Comune di Roma ha approvato il "Regolamento dell’armamento degli appartenenti al Corpo di Polizia". Con 29 voti a favore, 4 contrari e 9 astenuti i Vigili Urbani capitolini saranno di nuovo armati dopo che nel 1978 l’allora sindaco Giulio Carlo Argan ne dispose il disarmo. Il Sindaco Alemanno, commentando l’evento, ha dichiarato che "nell’utilizzo della Polizia municipale non cambia nulla. Le funzioni rimangono le stesse ma ora la nostra polizia sarà più in grado di difendersi, di essere rispettata e di essere autonoma rispetto agli altri corpi di polizia. Questo è importante perché sempre più spesso i nostri vigili intervengono in contesti molto difficili". Subito dopo l’Assessore capitolino al Personale, Enrico Cavallari, ha spiegato che comunque l’armamento non sarà obbligatorio essendo previsto il caso di obiezione di coscienza.
Ma quali sono in sintesi le novità del Regolamento?
- Entro i due mesi successivi all’ufficializzazione del Regolamento, tutti i componenti del Corpo di Polizia Municipale dovranno accettare, o rifiutare, formalmente l’equipaggiamento.
- Coloro i quali non avranno esercitato il diritto all’obiezione di coscienza parteciperanno ad un apposito corso di teoria e pratica sull’uso delle armi al termine del quale chi l’avrà superato sarà eleggibile alla dotazione di una pistola semiautomatica, di spray urticante e di un manganello. L’arma sarà poi assegnata dopo la verifica di specifici requisiti psico-fisici da parte delle strutture mediche della Polizia di Stato
- L’arma non dovrà mai essere abbandonata ed al termine del turno dovrà essere custodita nel proprio domicilio, con le stesse regole di chi detiene un porto d’armi. Solo in caso di ferie o di prolungata assenza dal servizio essa potrà essere restituita al proprio Comando.
L’Assessore Cavallari ha inoltre precisato che, come previsto dalla delibera adottata questa notte, "l’armamento è atto e proporzionale alle esigenze di difesa personale, in relazione ai servizi prestati", cioè ogni vigile urbano dovrà decidere se e quando usare l’arma in funzione del servizio prestato e della situazione contingente.
Voci difformi negli ambienti sindacali.
L’ARVU (Associazione romana vigili urbani) ricorrerà al TAR contro la delibera adottata questa notte. Motivo? "i vigili urbani potranno difendersi da atti criminosi ma non potranno difendere i cittadini in quanto l’arma viene data per la sola difesa personale". L’RdB-CuB (rappresentanza sindacale di base) proporrà ai Vigili di rinunciare all’uso dell’arma come segnale di contrasto alle scelte politiche dell’amministrazione capitolina. "Armare i vigili riporta la nostra città indietro di trent’anni - dichiara l’RdB - e significa mettere in piedi l’esercito personale del sindaco ignorando del tutto il ruolo e la funzione di collante sociale svolta fino ad ora dal vigile urbano. La storia di questa città insegna che Roma è una città aperta che necessita di essere vigilata e non armata". il Sulpm si dice invece favorevole al provvedimento. Ricorda il segretario romano Marco Milani «questo provvedimento soddisfa almeno i quattro quinti del corpo della Polizia municipale».


28 gennaio 2009 - Roma Today

I Sindacati ai vigili: "Rinunciate all'uso dell'arma"
Paola Aimo dei sindacati di base: "Proporremo di rinunciare ad usare l'arma come un vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche di questa amministrazione"

Dopo l’approvazione notturna della delibera sull’armamento ai vigili urbani la RdB-CUB esprime una posizione fortemente critica: "La storia di questa città insegna che Roma è una città aperta che necessita di essere vigilata e non armata", commenta Paola Aimo, rappresentante sindacale della RdB al Comune di Roma. "Proporremo ai lavoratori e alle lavoratrici della Polizia Municipale", continua la Aimo "di rinunciare all’uso dell’arma non per una generica obiezione di coscienza, ma come vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche di questa amministrazione". "Armare i vigili", secondo la sindalista "riporta la nostra città indietro di trent’anni e significa mettere in piedi l’esercito personale del sindaco ignorando del tutto il ruolo e la funzione di collante sociale svolta fino ad ora dal vigile urbano. Né aiuta l’aumento dei compiti della Polizia Municipale, che il sindaco va invocando in nome del federalismo e del ruolo speciale di Roma capitale". Da Rdb Cub poi un pensiero ai vigili urbani risultati idonei al concorso ed ancora in attesa di assunzione: "La Giunta comunale ritarda l’assunzione di vincitori di concorso e disdetta precedenti accordi sindacali con il silenzio complice di Cgil, Cisl e Uil".