Milano. TERREMOTO GIUDIZIARIO A PALAZZO MARINO. BLOCCATO PER 12 ORE DALLA FINANZA. MORATTI INDAGATA PER "ABUSO D'UFFICIO, CONCUSSIONE E TRUFFA AGGRAVATA"

In allegato il volantino

Milano -

Ieri, 29 novembre, alle 13 si sono presentati decine di uomini della  Guardia di Finanza accompagnati dal PM Alfredo Robledo hanno bloccato gli ingressi di Palazzo Marino, chiuso e perquisiti gli uffici, sequestrato tutto il materiale interessato all’inchiesta sui “Contratti d’oro per 91 dirigenti comunali”.


Quanto è successo a Palazzo Marino ieri è l’incoronamento e la giusta conclusione di un lungo lavoro svolto da RdB/CUB nell’ultimo anno, in completa solitudine, con coerenza, precisione, determinazione e con la certezza che saremmo giunti a questo risultato.


E’ troppo semplice dire “RdB/CUB lo aveva detto e ha fatto tutto quanto necessitava per dimostrarlo”  quello che in questi giorni sta succedendo al Comune di Milano prova che le cose stanno proprio così! Lo sta a dimostrare la denuncia penale e civile per “lesa immagine” intentata da uno dei massimi dirigenti oggi inquisiti nei confronti di una nostra delegata sindacale “rea” di aver denunciato quello che oggi sta diventando il “caso” che rischia di far capitolare la Giunta Moratti.


Oggi tutti, giornali, sindacati, partiti “cavalcano la tigre” dando per scontato tutto il percorso e gestendosi a livello di immagine la situazione. Comodo, dove sono stati fino ad ora???



Le accuse:


v    Letizia Moratti – Sindaco di Milano – “abuso d’ufficio a scopo patrimoniale”


v    Giampietro Borghini – ex sindaco e attuale Direttore Generale – “concussione, abuso d’ufficio e truffa aggravata”


v    Federico Bordogna – ex Direttore Centrale delle Risorse Umane – “concussione”


v    Rita Amabile – Vice Direttore Generale – “concussione”


v    Alberto Bonetti Baroggi – Capo Gabinetto – “truffa aggravata”



Veniamo ai fatti. Perché siamo arrivati all’”iscrizione nel registro degli indagati” da parte della Procura della Repubblica dei Sindaco e dei 4 dirigenti, di una “casta” che costa 11 milioni di euro all’anno ai contribuenti milanesi? Di  cosa si sono resi “rei” Giunta e Sindaco con il metodo adottato per riorganizzare la macchina comunale?:



v    90 su 91 incarichi “sono stati illegittimamente attribuiti” così ha stabilito la Corte dei Conti;


v    di aver “scelto” di sostituire dirigenti comunali con lunga esperienza dei vari comparti mandandoli in pensione  anticipata (incentivando l’uscita con un costo per l’Amministrazione di 845 mila euro) per far posto ad altri che non rispondevano ai requisiti  di esperienza e di competenza necessari per rivestire quelle cariche, azzerando “di fatto” la memoria storica del Comune di Milano;


v    hanno modificato il regolamento comunale illegittimamente (3 giorni prima delle assunzioni) per poter procedere a queste assunzioni, hanno superato il 5% previsto dalla legge per “esterni” arrivando al 25%. I dirigenti esterni oggi presenti sul Comune superano di gran lunga numericamente quelli di ruolo.


v    a una parte dei dirigenti manca un titolo fondamentale per coprire l’incarico “la laurea” e agli assunti all’Ufficio Stampa “mancano i requisiti minimi come l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti”


v    non sono state attivate le procedure previste per verificare se fra i 1300 funzionari D3 presenti nell’Ente esistessero professionalità idonee all’espletamento degli incarichi da conferire;


v    Borghini, Direttore Generale del Comune ha mantenuto la carica di  Consigliere Regionale di Forza Italia con relativo doppio stipendio;


v    Alberto Bonetti Baroggi, Capo di Gabinetto anche lui con duplice stipendio essendo Consigliere Regionale di Forza Italia;


v    Carmela Madaffari, estromessa da incarichi dirigenziale da 3 ASL calabresi per gravi inadempienze ora Direttore Centrale dei Servizi Sociali ed Educazione;



Oltre al danno la beffa:

A tutti i Dirigenti Comunali “allontanati” il Sindaco Moratti ha inviato una lettera nella quale intende consegnare una “medaglia d’oro” agli ex dipendenti “liquidati”  come premio per la loro professionalità dimostrata negli anni di servizio nell’Amministrazione comunale.


Riportiamo un trafiletto, dal Corriere della Sera, che giustamente individua nella Dott.ssa Amabile il principale soggetto che ha operato la riorganizzazione comunale e che spiega il suo metodo di intervento, ben presente ai dipendenti comunali:

Il ritorno della zarina: la superdirigente che ha rivoluzionato il Palazzo

dell’ex sindaco Borghini si sa tutto. Ma chi è il suo braccio destro Rita Amabile, risoprannominata la zarina o la maestrina? Una lunga carriera in Comune. Con una censura: quando lascia Palazzo Marino per andare a Salsomaggiore. Torna a Milano, ma questa volta in Regione. Solo quando la Moratti viene eletta, rientra in Comune. Cosa è successo in questo periodo di tempo? La Amabile era sposata all’Ing. Annunziata, anche lui dirigente del Comune. Da Capo delle Risorse Umane si trova tra le  mani un fascicolo scottante che riguarda suo marito. C’è un lungo tira e molla, al termine del quale l’Amabile cambia settore. Il nuovo “controllore” Giuseppe Albanese arriva all’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del marito con i relativi provvedimenti. L’Amabile lascia il Comune. Quando l’Amabile torna a Palazzo Marino, molti temono ritorsioni nei confronti dei dirigenti che avevano avuto parte nella vicenda del marito… tra i primi a lasciare Palazzo Marino è proprio Albanese. Ma forse non è un caso.

 



RdB/CUB continua l’opera di trasparenza e di denuncia di spreco di denaro pubblico si dichiara soddisfatta di come stanno procedendo le cose e dei risultati ottenuti Risponde al Sindaco Moratti che si dichiara: “serena e tranquilla, orgogliosa della riorganizzazione che rende “snella e efficiente la macchina comunale” che:

I LAVORATORI DEL COMUNE DI MILANO NON SONO AFFATTO TRANQUILLLI PERCHE’ LA SUA RIORGANIZZAZIONE HA PORTATO:

v    SERVIZI AI CITTADINI CHE NON FUNZIONANO PERCHE’ MALE ORGANIZZATI,

v    SERVIZI SUL TERRITORIO COME SCUOLE MATERNE, NIDI, SERVIZI ALLA PERSONA CHE CHIUDONO PER CARENZA DI PERSONALE,

v    NEGLI UFFICI GLI SPORTELLI NON RIESCONO ASSOLUTAMENTE PIU’ A RISPODERE ALLE ESIGENZE DELL’UTENZA,

v    CENTRALINI CHE NON SONO IN GRADO DI DARE INFORMAZIONI CORRETTE AI CITTADINI (anche se aperti 24 ore su 24)

v    NON SI FANNO PIU CORSI DI FORMAZIONE,

v    MANCA ASSOLUTAMENTE TRASPARENZA DELLE PROCEDURE,

ma soprattutto:

v    NON SUSSISTONO I REQUISITI MINIMI PER CAPIRE DOVE STIAMO ANDANDO E QUALE SARA’ IL FUTURO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE MILANESE

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