ROMA CAPITALE - Subito il Contratto, poi le dimissioni

I dipendenti capitolini messi alla gogna dalla faccia tosta del sindaco Marino che si sottrae alle sue responsabilità e gliele scarica addosso rivendicano il diritto a un contratto e ad una amministrazione sana

Roma -

Di fronte allo sfacelo messo in luce dalle inchieste della magistratura e dalla incapacità

amministrativa dell’attuale Giunta stiamo vedendo cadere, una ad una, le resistenze nei confronti delle proposte che USB ha raccolto confrontandosi con centinaia di lavoratori e lavoratrici.

Anche la RSU di Roma Capitale, forse per la prima volta, ha condiviso unanimemente un documento di principi generali - su cui fondare il nuovo contratto collettivo decentrato integrativo - proposto dai nostri eletti RSU e da portare al tavolo di trattativa sindacale. Lo si è fatto con l’idea di raggiungere uno spirito unitario e di superare le contrapposizioni sindacali degli ultimi mesi.

Oggi occorre chiudere un contratto che sia ancora più di prima rispettoso della dignità dei dipendenti capitolini e che azzeri l’atto unilaterale (ovvero la dimostrazione palese dell’affossamento della funzionalità dei servizi), riscriva e migliori le parti più ostiche della preintesa bocciata dal referendum (le parti sulla valutazione e quelle sull’organizzazione in particolare) e lasci questo esempio di appena sufficiente amministrazione prima di dar corso alle dimissioni.

Non tutti i punti da noi proposti sono stati raccolti, ma la gran parte è divenuto patrimonio dell’intera RSU. In particolare, alcuni punti ci sembrano particolarmente qualificanti (la necessità di rivedere l’impianto di distribuzione del salario accessorio riequilibrando le quote tra produttività e indennità; il non considerare assenze quei permessi particolari riconosciuti dalle disposizioni normativi o contrattuali; l’apertura di specifici tavoli sull’organizzazione del lavoro dei settori della Polizia Locale e dell’area Tecnica-Amministrativa, nonché un tavolo specifico sul personale precario delle scuole e dei nidi; l’adeguamento in aumento del buono pasto (almeno 7 euro) e la reintroduzione della malattia oraria (anche alla luce della sentenza del TAR Lazio); e infine la richiesta dei fondi aggiuntivi derivanti dallo Status di Roma Capitale e per l’evento giubilare straordinario nonché di rivisitare gli orari di apertura al pubblico dei servizi anagrafici.

Si tratta di un primo passo in avanti che vogliamo salutare positivamente, ma non rinunceremo a sostenere in ogni tavolo la necessità di apportare decisi correttivi all’impianto delle posizioni organizzative, al sistema di valutazione e al verbale su scuole e nidi sottoscritto lo scorso 14/5 da cgil, cisl, uil e csa. Abbiamo già detto e proposto che i guasti prodotti a nostro danno dovranno essere risarciti da chi li ha prodotti: la classe dirigente compromessa e incapace foraggiata con retribuzioni quasi sempre sopra i 100.000 euro, la classe politica che ha rubato o che non ha vigilato, la classe imprenditoriale che denigra il servizio pubblico solo per farci affari (ricordiamoci

l’articolo de Il Messaggero post referendum).

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In allegato il volantino e le proposte approvate da tutte le RSU

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