Roma. PREMI AI PIU' BRAVI? MA MI FACCIA IL PIACERE!

RdB interviene sulle recenti esternazioni dell’Assessore al Personale D’Ubaldo e del Presidente del Consiglio Coratti sull’assenteismo dei dipendenti comunali.

 

Roma -

Mentre prosegue su tutta la stampa nazionale il tiro al piccione sui dipendenti pubblici fannulloni, incapaci, assenteisti, etc., ma ancora senza contratto (è scaduto da 17 mesi), rileviamo il tempismo dei due amministratori comunali, le cui dichiarazioni si rincorrono nella prassi di “chi la spara più grossa?”

 


All’Assessore D’Ubaldo segnaliamo che i 21 Milioni di Euro disponibili sono consistenti risparmi derivanti dal mancato utilizzo del così detto salario accessorio che è patrimonio dei Lavoratori e la cui consistenza deriva dall’aver perpetrato delle palesi ingiustizie nella sua distribuzione (è il caso dell’indennità vestiario o dell’indennità di sportello destinata a chi opera a diretto contatto con l’utenza) e nell’aver sistematicamente ridotto il personale – con la complicità di cgil, cisl e uil –  di oltre 2000 unità nell’ultimo triennio e dimagrito la pianta organica di circa 10.000 posti di lavoro in pochi anni.

 


A tale riguardo riteniamo che l’unico modo per ristabilire un minimo di decenza, giustizia ed equità consiste nel far ritornare in maniera diretta tali risorse direttamente nelle tasche dei Lavoratori e delle Lavoratrici.

 


Noi da tempo chiediamo l’introduzione di una sorta di 14esima mensilità, che vorremmo fosse erogata a tutto il personale indistintamente, per ristabilire un criterio di equità salariale rispetto agli altri comparti di Pubblico Impiego.

 


Rispetto invece al dato dell’assenteismo evocato e rafforzato anche dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale apparse oggi, ci permettiamo di suggerire a entrambi di verificare – contestualmente al dato sull’assenteismo – anche altri aspetti, quale ad esempio il valore del buono pasto, che risulta essere notevolmente inferiore rispetto ad altre amministrazioni locali.

 


Nel merito va rilevato che le condizioni di lavoro, sempre peggiori, oltre a demotivare e mortificare la stragrande maggioranza dei dipendenti capitolini (quelli che dai politici sono molto lontani) arrivano a produrre, con frequenza sempre più allarmante,  condizioni di vera e propria depressione e disperazione (avete capito bene!) e si ripercuotono sullo stato di salute dei dipendenti.

 


Quanto infine al rilievo delle mancate timbrature inviteremmo il Presidente del Consiglio a verificare meglio quanto afferma, dal momento che gli unici dipendenti esentati dalla timbratura sono i dirigenti e il personale in servizio presso gli staff politici.

 


Se esistono assenteisti, viste le pesanti previsioni normative, i primi da colpire sono i dirigenti che - al di là della finta separazione tra gestione amministrativa ed indirizzo politico - sono dipendenti (e come!) dai politici che  - con il loro gradimento e la firma del raggiungimento degli obiettivi (sbalorditive le performance al Comune dove tutti gli obiettivi si raggiungono e tutti i dirigenti portano a casa la  pagnotta) - certificano che tutto va bene.

 


23 maggio 2007 - Epolis Roma

La polemica. Le Rdb Cub del Campidoglio replicano all'assessore D'Ubaldo e a Coratti: chi controlla i dirigenti?
«Gli assenteisti non siamo noi, guardate come ci fate lavorare»
«Quei 21 milioni disponibili sono soldi sottratti a noi con palesi ingiustizie»

Roma - Assenteismo in Comune, il momento delle repliche. Dure e sferzanti, arrivano dalle Rappresentanze di base del pubblico impiego. E si sommano a quelle della Cgil che ieri denunciava il rischio di "processi sommari". All'assessore al Personale Lucio Ubaldo le Rdb-Cub ricordano che i 21 milioni disponibili per le politiche del personale «sono consistenti risparmi derivanti dal mancato utilizzo del così detto salario accessorio che è patrimonio dei lavoratori e la cui consistenza deriva dall’aver perpetrato delle palesi ingiustizie nella sua distribuzione (è il caso dell’indennità vestiario o dell’indennità di sportello destinata a chi opera a diretto contatto con l’utenza) e nell’aver sistematicamente ridotto il personale». Sempre a D'Udalbo e al presidente del Consiglio comunale Mirko Coratti i sindacati di base suggeriscono «di verificare – contestualmente al dato sull’assenteismo – anche altri aspetti, quale ad esempio il valore del buono pasto, che risulta essere notevolmente inferiore rispetto ad altre amministrazioni locali. O le condizioni di lavoro, sempre peggiori che, oltre a demotivare e mortificare la stragrande maggioranza dei dipendenti capitolini, arrivano a produrre, con frequenza sempre più allarmante, condizioni di vera e propria depressione e disperazione e si ripercuotono sullo stato di salute dei dipendenti». L'assessore D'Ubaldo, parlando di dati (in elaborazione) che fanno balzare il Campidoglio tra i comuni ad alto tasso di assenteismo, aveva spiegato la necessità di introdurre meccanismi premianti dell'efficienza e della qualità dei servizi e l'avvio di un processo di riorganizzazione fedele al Memorandum che accompagna il contratto nazionale di lavoro. Un percorso di concertazione per utilizzare i Fondi, 21 milioni appunto, arretrati relativi al 2005/2006. Da qui l'equazione: esaltando efficienza, qualità e produttività si penalizza di conseguenza l'assenteista. Ma le Rdb, rilevando che il contratto è scaduto da 17 mesi, accusano il Campidoglio di aver «dimagrito la pianta organica di circa 10.000 posti di lavoro in pochi anni». Quindi «l’unico modo per ristabilire un minimo di decenza, giustizia ed equità consiste nel far ritornare in maniera diretta tali risorse (i 21 milioni ndr) direttamente nelle tasche dei lavoratori». Ad esempio, aggiungono, attraverso «l’introduzione di una sorta di 14esima mensilità, che vorremmo fosse erogata a tutto il personale indistintamente». Rispetto al tema dei "cartellini" che Coratti approfondisce ulteriormente in un altro articolo di questa pagina, le Rdb affermano polemicamente che «gli unici dipendenti esentati dalla timbratura sono i dirigenti e il personale in servizio presso gli staff politici. Se esistono assenteisti, i primi da colpire sono i dirigenti che - al di là della finta separazione tra gestione amministrativa e indirizzo politico - sono dipendenti dai politici che - con il loro gradimento e la firma del raggiungimento degli obiettivi (sbalorditive le performance al Comune) - certificano che tutto va bene».(F.A.)


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